Polaroid Art Italy

un tributo al marchio "pop" della fotografia

E' ufficiale, la KODACHROME è morta.

Dopo più di 70 anni di onorato e mai eguagliato, neanche dalle recenti emulsioni, servizio ci abbandona un'altro caposaldo della fotografia.

Cosi impariamo a tenere a marcire i nostri proiettori.

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Risposte a questa discussione

hai perfettamente ragione, e' la legge del mercato che premia il digitale, i fotocellulari ecc. Il culto della Immagine e' finito, si consuma tutto subito in un clic. Nulla e' oggi eguagliabile alla diaproiezione di una volta. Mi fa piacere che tu che sei giovane lo capisci bene, ciao

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La cosa che mi fa rabbia è che in giro non si sente neanche un piccolo lamento.....

Forse perché nessuno le ha viste e paragonate ad altre diapositive. Ma credo che tanti le diapositive non sappiano neanche cosa siano oramai.

Adesso mi incazzerò ancora di più quando lo scemo di turno armato di 5d o di una d90 vorrà farmi vedere i pelucchi del viso sul suo schermettino da pochi pollici. F*****O

Ciao oratore

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ragazzi, mi pare un piagnisteo da vecchie comari.
Kodachrome era già morta da un pezzo: difficile reperibilità, pochissimi laboratori di sviluppo, tempi di consegna lunghissimi: quanti pensate la conoscessero? E personalmente non lo ho mai ritenuta una pellicola così eccezionale, ma questo è opinabile.
Ho amato, e amo ancora, all'inverosimile la cara fuji Velvia 50 ASA - non ho mai imparato a dire ISO - che ha contribuito non poco a dare la mazzata iniziale al Kodachrome soppiantandolo per praticità e resa e l'ho usata, forse per l'ultima volta, lo scorso maggio per fotografare i miei aquiloni a Rosolina Mare.
Perchè alla fine devo guardare la praticità e fare i conti anche nelle mie tasche: quando spendo - e ne ho spesi già a iosa - 14/15 € per acquisto e sviluppo di ogni film e li moltiplico per i 20/30 rulli che consumo quando documento un festival capirete bene come il problema non sia trascurabile.
Il mio lab professionale di fiducia a Bergamo non sviluppa più le diapositive e sono costretto a mandarle a Milano con qualche spesa in più (sopportabile) e tempi di attesa più lunghi (anche questi accettabili quando non ho urgenze).
So che perderò il piacere visivo e tattile di vedere le distese di quadratini con i cieli blu e arcobaleno sul mio tavolo luminoso ma in fondo poi mi perdo nella soddisfazione di vedere comunque le immagini che volevo.
Il culto dell'immagine non è finito, non commettiamo l'errore di legarlo al mezzo sennò saremmo ancora al dagherrotipo. Non facciamo poi paragoni qualitativi, lasciano un po' il tempo che trovano: per me che uso tutti i mezzi vi garantisco che non sareste in grado di dirmi se ho realizzato un ritratto con dia, pellicola o scheda CF. Matrimoni e ingrandimenti fatti recentemente me ne danno conferma e la tecnologia continua a fare passi da gigante. Magari devo spendere 5000 € per comprarmi una Nikon D3x per fare una stampa 100 x 150 come quelle che ho realizzato recentemente per la mia ultima mostra facendo la scansione delle mie diapositive. Ma si può fare.
Cosa rimpiangere allora? Personalmente rimango affezionato ai gesti, alla tattilità, agli odori, insomma alla percezione fisica sensoriale che la "fotografia digitale" nella sua totale aleatorietà di elettroni e 01010101 non ha.
Rimango affezionato all'odore della carta chimica di una stampa in bianco e nero, alla materialità di un negativo o di una dia che se non li bruci non li perdi, alle grandi dimensioni di una proiezione imperfetta e magari con il fuoco ballerino per il surriscaldamento della dia: e in fondo Polaroid è in piccola misura la sintesi di tutto questo, la magica e immediata materializzazione di gesti ed emozioni. Così come continuo ad amare l'odore dei libri, dell'inchiostro e la superficie delle pagine senza però di rifiutarmi di leggere il quotidiano "anche" sul PC.
Ma "l'immagine" è nel mio cuore e nella mia testa e mi esalto ugualmente quando vedo al computer quello che era poco prima un pensiero e una intuizione.
E' cambiato il mezzo, è cambiato il lessico e il modo di fare ma non le cose da dire.
Quindi continuiamo a parlare e a urlare la nostra gioia di fotografare con tutto quello che ci passa il convento.

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dimani ti rispondo kite, stasera sono troppo ubriaco per tenere toni civili.

Notte.

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Lo spirito dell'osservazione di areazione era tutt'altro, leggete bene e ragionate di conseguenza .

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sarà, forse non so più leggere bene e di conseguenza a capire e quindi a non comprendere lo spirito delle considerazioni di are(A)zione. Aspetto delucidazioni appena smaltiti i fumi della sbornia....

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